MAUNA al PAN

Luigi Tirino torna ad esplorare la relazione tra la materia e l’energia, tra la forma solida e lo spazio volubile dell’essenza, per sua natura in perenne movimento e per questo mai definitivamente circoscrivibile. in questo rapporto, che affonda le sue radici nell’idea di penultimità e di flusso, dinanzi alle sue opere, più che interrogarsi, lo spettatore viene invitato a prenderne parte, ad in-formarsi, ad integrarsi, contribuendo con la sua presenza a ri-definirle, ma anche a ri-modularne costantemente la spazialità. ed è in questo dialogo che le opere di tirino si confrontano con il linguaggio, inteso come stile-forma ma anche come pensiero, parola, con ciò che ci rende propriamente umani. ma se la riflessione è per tutti una conquista, qualcosa che ci aiuta a definirci, a farci decodificare la realtà, Tirino ci suggerisce di lasciare gli ormeggi e di ritornare in quella zona misteriosa e originaria in cui solo è possibile sperimentare la realtà delle forme così come sono, senza condizionamenti, senza interferenze. con la forza della materia ci invita a gravitare nel silenzio, ad accedere in quel luogo in cui solo è possibile ascoltare e vedere l’altro, abitare con lui, vibrare con lui, toccarlo, ancora un pò, ancora un’altra volta…

ed una serie di foto del Backstage dell’esposizione…